domenica 23 aprile 2017

L'area forestale in Estonia continua ad aumentare

Un inventario dell'Agenzia Estone dell'Ambiente ha fatto registrare un incremento della crescita forestale, in linea con quanto era stato rilevato nel 2016. 
L'Estonia dunque nel 2016 aveva 2,31 milioni di ettari di superficie totale delle foreste, il che costituisce il 53,09% della superficie totale del Paese (fatta eccezione per il lago dei Ciudi ed il Võrtsjärv). Rispetto al 2015, la superficie totale delle foreste è aumentata di circa 300 chilometri quadrati. Le foreste di pini hanno rappresentato il 31,8%, le foreste di betulle il 29,5% e le foreste di abeti il 18,5% della superficie forestale totale. 
Il Centro Forestale dello Stato (RMK) gestisce 1,05 milioni di ettari (il 45,7% della superficie totale delle foreste), mentre la restante parte appartiene ad altri proprietari. 
La riserva forestale in Estonia ha raggiunto 476 milioni di metri cubi solidi, 0,9 milioni di metri cubi solidi superiori al 2015. L'incremento annuale della foresta, 16,0 milioni di metri cubi solidi, è stato più alto di 0,2 milioni di metri cubi rispetto al 2015.

Una giovane foresta di pini in crescita in Estonia (Foto: Virgo Siil)

mercoledì 29 marzo 2017

Il bianco ed il rosso della Lega Anseatica

La Lega Anseatica o Hansa (termine derivante dall’antico tedesco Hanse che significava «raggruppamento») fu una lega di commercianti di città rivierasche del Mare del Nord e del Mare Baltico estesasi, tra il 1358 ed il 1669, ad altre città anche non marinare ma collegate con le prime da stretti legami di commercio e con carattere soprannazionale. 
Il primo nucleo della Lega Anseatica risale all’unione tra Lubecca ed Amburgo del 1241, cui si aggregarono successivamente altre, tra loro alleate. Benché questa fosse diretta da città soggette al Sacro Romano Impero e composta da molte altre città imperiali, aderire a essa non significò mai entrare a far parte politicamente dell’Impero stesso, ma solo essere ammessi a partecipare ai diritti del mercante tedesco all’estero. Il commercio della Lega Anseatica fu a un tempo terrestre (trasporto di merci dell’Europa centrale e orientale e persino dell’Asia al mare e viceversa) e marittimo (vero e proprio monopolio fra le opposte rive dei mari del Nord e Baltico): esportava lana e metalli greggi dall’Inghilterra, dalle Fiandre prodotti locali e quelli che vi affluivano dall’Europa meridionale e specialmente dall’Italia, scambiandoli nell’interno della Germania, della Polonia e della Russia con pellicce, grano, legname da costruzione, metalli greggi e lavorati, prodotti dell’Estremo Oriente. Favorita dalla forza stessa che le veniva dall’unione di tante città, gelosa ed energica nella difesa dei suoi diritti la Lega Anseatica, con a capo Lubecca, poté svolgere la sua attività commerciale anche per la tranquillità che le assicurava l’Impero, che evitò di turbarne il pacifico sviluppo. 
Dopo la metà del 1400, il lento affermarsi di nuove forze politiche nel Mare del Nord e sul Baltico (la dinastia dei Tudor in Inghilterra, quella dei Wasa in Scandinavia), l’ostilità degli Olandesi e la conquista di Novgorod da parte degli zar, che vi chiusero l’agenzia con i magazzini, furono l’inizio della lenta decadenza della Lega Anseatica. Quasi a percorrere un destino parallelo con le repubbliche marinare di Genova e Venezia nel Mare Mediterraneo, i colpi mortali alla potenza della Lega Anseatica arrivarono dalla scoperta dell’America e, successivamente, dalla Guerra dei Trent’Anni. La sua ultima riunione si tenne nel 1669 (Lubecca, Amburgo e Brema) e lo scioglimento formale venne deciso nel 1862. 
Il ricordo dell’antica Lega Anseatica, oggi, sopravvive nel nome di alcuni prodotti commerciali di successo, di alberghi e strutture pubbliche, non soltanto in Germania. 
Un filo invisibile che accomuna molte antiche città della Lega Anseatica si mantiene poi nell’araldica locale, ispirata ai colori bianco e rosso che identificavano Lubecca. L'antico stemma di Lubecca era rosso con una croce bianca ed il primo Re di Danimarca (Eric di Pomerania) era anche Re di Lubecca. Il Mare Baltico, a differenza del Mediterraneo nell’epoca romana, nel passato non ha mai trovato una unità politica. Ma i colori bianco e rosso di molte località del sud e le bandiere nazionali delle sponde fennoscandinave ispirate a quella danese (Norvegia, Svezia e Finlandia), accomunano in modo romantico le terre che vi si affacciano, nel nome della Lega Anseatica e del Regno di Danimarca.